Giovedì, 8 Maggio, 2014 - 06:45

L’evento del 10 maggio “La Chiesa per la scuola”, in piazza san Pietro con Papa Francesco, «non può essere impoverito con una sua riduzione ad una sorta di "chiamata alle armi" in difesa delle scuole paritarie: queste sono certo nelle nostre preoccupazioni, ma l’appuntamento di maggio intendiamo viverlo come un’opportunità che faccia emergere l’attenzione che la Chiesa pone per i temi della formazione e dell’educazione, per una scuola che è soggetto plurale, articolato, che non può escludere alcuna agenzia educativa».

«Vogliamo che l’evento sia un’esperienza di Chiesa e non di chiesuole», ha aggiunto il segretario della Cei, richiamando l’importanza che sulla manifestazione si evitino “appropriazione indebite”, per presentarsi come “realtà unita e sinfonica, lontana da interessi di bottega, consapevole piuttosto dell’urgenza di investire sulla dimensione formativa come su quella educativa” e ha quindi sollecitato a superare «l’aggressione ideologica esasperata che si muove attorno alla scuola e che rende faticoso l’emergere del suo ruolo: quello di essere offerta qualificata di strumenti critici per stare in questo mondo»

«Non esiste la scuola pubblica e la scuola privata. C’è solo la scuola pubblica, che può essere statale e paritaria».  

«Non è intenzione della Cei portare in piazza San Pietro la gente per dire “abbiamo bisogno di soldi”. Siamo tutti consapevoli della crisi economica che non risparmia neanche i beni di prima necessità», ha affermato monsignor Galantino. Tra questi, però, «la scuola va difesa e promossa a costo di qualsiasi sacrificio perché ne va della salute pubblica e della stessa democrazia». Per far questo, secondo il segretario generale ad interim della Cei, «occorre evitare che la scuola sia aggredita dall’ideologia di chi vuole ridurla a un sapere funzionale al mercato oppure orientato a una visione prefabbricata della realtà. Essa è piuttosto l’esperienza di crescere insieme attraverso un confronto serrato con tutte le forme della conoscenza. Solo persone libere e critiche possono dar seguito a una società giusta e aperta».

"Prendersi cura della scuola è un impegno e insieme una opportunità. Solo ripartendo da questa attenzione al percorso di ciascuna ragazza e di ciascun ragazzo si realizzerà una comunità all’altezza delle sfide che l’epoca presente pone con incalzante velocità"

Difendere e promuovere la scuola, alla quale, anche al tempo della crisi economica, è legata la salute pubblica e la stessa democrazia: questa la convinzione che animerà la manifestazione, il cui obiettivo «va inquadrato nel contesto del decennio sull’educazione e centrato su un’idea concreta di bene comune».

Ad accogliere il mondo della scuola in piazza San Pietro ci sarà naturalmente papa Francesco. «Non c’è testimone migliore per assicurare a tutti che la Chiesa intende promuovere la scuola per il bene di tutti, a favore di ciascuno. Il Pontefice avrà sicuramente qualcosa di bello da dire. La scuola deve recuperare il suo ruolo fondamentale: non deve dare risposte ma mettere in mano agli studenti gli strumenti critici per stare in modo consapevole in questo mondo».

(da interventi diversi di mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei in preparazione all’iniziativa del 10 maggio 2014)