Lunedì, 17 Novembre, 2014 - 08:15

Sabato scorso, 15 novembre, si è chiusa la consultazione on-line sui l Rapporto del Governo per  “La buona scuola”. Nei prossimi giorni qualcuno dovrà ordinare le 100.000 risposte del questionario, esaminare i 15 mila commenti inviati e le 3.500 proposte pervenute, 14.000 commenti e oltre 90.000 voti nelle stanze pubbliche della sezione "Costruiamo insieme la Buona Scuola" al fine di  integrare il documento della Buona Scuola ed elaborare i disegni di legge che il Governo presenterà in Parlamento. Una complessa operazione per una scelta di qualità  cui risultati saranno presentati,come ha annunciato il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, nei prossimi giorni dalla ministra Stefania Giannini.

La Ministra Giannini ha lanciato un appello da Matera, a conclusione dei sessanta giorni di consultazione (a Milano non si era presentata e le abbiamo scritto)

un ambasciatore (studente, professore o genitore) della 'Buona Scuola' in ogni istituto: ora comincia tutto”.

Ma il metodo di consultazione on-line è stato democratico? È vero, in tutta Itala ci sono stati migliaia di incontri e dibattiti., ma mai un solo confront reale, solo comunicazioni, spot.

Un’intervista rilasciata a Irsef-Irfed nazionale da Mario Morcellini (direttore del dipartimento di comunicazione e ricerca sociale dell'università di Roma La Sapienza) sul tema della strategia comunicativa del Governo e delle consultazioni popolari, che costituiscono un mezzo abitualmente utilizzato dagli organismi europei. La proponiamo perchè fa il punto sui sistemi di comunicazione/consultazione e ci offre delle piste di riflessione.

 

Al di là delle critiche al metodo, della riflessione sulle procedure di consultazione, delle proposte per gestire al meglio la comunicazione e la consultazione tra diversi soggetti, adesso attendiamo, reclamiamo, la prova di democrazia: la restituzione trasparente di tutti i dati contenuti nei questionari e la messa in linea delle proposte pervenute attraverso le “stanze aperte su richiesta dei cittadini, le conclusioni dei dibatti, le posizioni delle organizzazioni che hanno inviato un commento strutturato.

È necessatio che il Paese abbia a disposizione, tutti i punti di vista.

Operazione trasparenza, prima, e, quindi, operazione valutazione degli esiti dell’ascolto. Da queste due fasi, infatti, passa la credibilità di questa occasione ed operazione  per e sulla scuola con la messa in chiaro degli effetti della consultazione:  proposte integrative recepite, modifiche alle  tesi in entrata, … questo è quello che ci aspettiamo, che il Paese si aspetta, perché deve essere reso vero che

Questa consultazione – come ha affermato la Ministra Stefania Giannini - non voleva essere un referendum e non voleva essere un sondaggio: voleva essere un grande nastro registratore che ascolta tutte le voci diverse del Paese, le analizza, le sente anche non sempre in sintonia con quello che abbiamo scritto”.