
«Non vogliamo un lavoro che schiaccia, che svuota, che spegne le speranze. Non accetteremo mai di essere ingranaggi di un meccanismo che usa e scarta. Vogliamo un lavoro che riconosce, valorizza, libera. Un lavoro che permette a ciascuno di lasciare una traccia, di esprimere creatività e protagonismo». Questo uno dei passaggi dell'intervento della segretaria generale della CISL, Daniela Fumarola, durante la manifestazione unitaria di CGIL, CISL e UIL a Marghera, per la festa del 1° maggio.
«Dobbiamo aprire una stagione - ha detto fra l'altro la segretaria CISL - che esalti la buona contrattazione collettiva. Non può diventare normale che il lavoro sia terreno di concorrenza al minor costo. I dati parlano chiaro: in alcuni settori ci sono contratti che pagano fino a 6 mila euro l’anno in meno rispetto a quelli sottoscritti da CGIL, CISL e UIL. Bisogna porre una soglia contrattuale per individuare il salario equo».
Quanto la sfida posta dal progressivo e sempre più esteso ricorso all'intelligenza artificiale, queste le parole di Daniela Fumarola: «L’Intelligenza Artificiale può liberare la persona, ridurre la fatica, aprire nuovi spazi di creatività e di qualità. Ma può anche aumentare disuguaglianze, sostituire il lavoro senza sostituire il reddito. Non accetteremo mai un destino scritto senza le persone! L’intelligenza artificiale deve essere alleata, non padrona del lavoro. Vogliamo una tecnologia che serve la persona, e non il contrario».












